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contagiri

# *loading* giri oziosi
mercoledì, 31 gennaio 2007
numero identificativo: 10777833

Ultimo messaggio prima della fine

Sarebbe stata una mattinata come tutte le altre, se non fosse per il fatto che mi sono svegliata alle 8, il che è sufficiente per stroncarmi l'intera giornata. Prima di uscire, ho controllato la posta elettronica come al solito, cosa che reputavo inutile, dato che sono andata a letto alle 2 e si presume che nessuno sano di mente mandi e-mail dalle 2 alle 8 del mattino. Sbagliavo. Ho trovato in casella un messaggio del mio tutor per la tesi che recita: "pregasi presentarsi ore 11.00 del 31/01 al terzo piano della Nave per revisione". Panico.
Panico per vari motivi, tutti validissimi.
  1. Il mio tutor è pazzo;
  2. il mio tutor è pazzo a mandare e-mail alle 6 del mattino;
  3. il mio tutor è pazzo a mandare e-mail alle 6 del mattino dello stesso giorno in cui vuole fissare un appuntamento;
  4. non avevo nulla di presentabile ad una revisione;
  5. il terzo piano della nave non esiste.
E' un problema complesso, che è stato sviscerato più volte da varie angolazioni senza successo. La Nave è un edificio del Politecnico, di sette piani. Se dal primo ascensore si schiaccia il pulsante del terzo piano, questo condurrà irreparabilmente al quarto, se si effettua la stessa selezione dal secondo ascensore, l'operazione non sortirà alcun risultato, metre il terzo ascensore si limiterà a chiudere e riaprire le porte. Salendo a piedi le due rampe di scale (assolutamente identiche e poste l'una accanto all'altra e sviluppatesi per sdoppiamento, si vocifera, a causa di un esperimento nucleare), si passerà senza alcuna soluzione di continuità dal secondo al quarto piano.
A questo punto ci si potrebbe anche domandare che cosa ci spinga a pensare che quello che noi chiamiamo quarto piano non sia effettivamente il terzo e che la nave non sia formata da soli sei piani. Gli indizi che porterebbero a pensare alla non esistenza del terzo piano sono molti. Primo fra tutti, la numerazione delle aule. Tutti i nomi delle aule del Politecnico sono formate da tre cifre: una lettera (che indica in che edificio si trova l'aula), un numero (che indica il piano dell'edificio). Orbene, la lettera che contraddistingue la nave è la B, essendo la N già occupata per il padiglione Nord di ingegneria (e si sa che ingegneria viene sempre prima di noi). Le aule al secondo piano sono la B.2.1 e la B.2.2, e le aule al quarto piano (che a questo punto potrebbe essere denominato terzo) sono le B.3.1, B.3.2 e B.3.3.

Il tabellone di disposizione delle aule concorre però a complicare le cose, recitando:
secondo piano: aule B.2.1 e B.2.2
terzo piano: dipartimento di matematica
quarto piano: B.3.1, B.3.2 e B.3.3
Il che, come si può ben comprendere, aggiunge un interessante elemento.
"Mi scusi - ti chiede gente mentre sosti alle macchinette del quarto piano - non trovo l'aula B.4.1..."
E tu sei costretto a rispondergli "Sono al quinto piano", con il rischio di fare la figura di chi lo sta prendendo in giro.

Ma torniamo al terzo piano. Oltre all'enigmatico tabellone, che ci informa che un tempo esisteva un dipartimento di matematica ora andato perduto, altri fattori concorrono alla credenza che esista un terzo piano nonostante le apparenze. Essendo noi architetti, abbiamo affrontato il problema da un punto di vista geometrico e abbiamo fatto dei rilievi dall'esterno e dall'interno dell'edificio. Spazio per un terzo piano non c'è. Ma attenzione: ad un osservatore attento è chiaramente visibile una sporgenza, a metà tra il secondo e il quarto piano, che potrebbe ospitare degli uffici o, addirittura delle aule. Il terzo piano, secondo quella che è ormai la teoria più accreditata, potrebbe essere quindi un piano ammezzato tra il secondo e il quarto, che avrebbe dovuto chiamarsi piano 2 ½, ma forse avrebbe fatto assomigliare il politecnico ad Hogwarts più di quanto già non accada.
Appurato con buona approssimazione il posizionamento fisico del terzo piano, rimangono alcune domande di non facile soluzione:
  1. perché chiamare terzo piano della Nave qualcosa che non è un terzo piano e non si trova, effettivamente nell'edificio nave?
  2. cosa contiene questo terzo piano, infine?
La prima domanda è palesemente il frutto ingenuo di qualcuno che non sa che tempo fa la direzione del Politecnico mise lo sportello matricole per il ritiro dei tesserini magnetici oltre uno sbarramento di tornelli (che naturalmente si può sperare di superare solo se si è in possesso del tesserino magnetico accuratamente pulito e non smagnetizzato da qualche amico buontempone del dipartimento di fisica).
Alla seconda domanda potrebbe essere difficile rispondere, anche perché non si è del tutto sicuri che le nostre menti mortali resisterebbero allo shock della soluzione. E' stato ipotizzato che il terzo piano sia stato espulso come una pustola dall'edificio stesso in un momento di presa di coscienza (probabilmente a seguito di un colloquio con i ragazzi del comitato leninista) e contenga delle aule vuote, ormai invase dalla polvere e da acari grandi come caddhos di Sardegna. Altri invece ritengono che si tratti di uno spazio metafisico, su un altro piano dell'esistenza un po' come una soffitta di lovecraftiana memoria, e che contenga le anime di tutti coloro che hanno stretto patti sacrileghi con il professore di Teoria e progetto di costruzioni e strutture per riuscire a passare l'esame. Si tratta in ogni caso di un luogo che tutti sognano di esplorare ma che nessuno vorrebbe visitare, soprattutto non per un colloquio di laurea di cui si è stati avvisati alle sei del mattino stesso.

Il problema di non avere materiale presentabile sarebbe stato risolto facilmente: con un po' di fortuna e di batteria, in mezz'ora di metropolitana si fanno miracoli.
Restava l'altro problema, ovvero: come raggiungere un luogo che non è su questo piano dell'esistenza? Non avevo tempo di sgozzare sei studentesse vergini, disegnare un pentacolo con il loro sangue, accendere ceri agli angoli e recitare ad alta voce le arcane formule di qualche librone ritrovato in biblioteca sotto Vitruvio (che nessuno legge mai).
Anzitutto non avevo quel libro (no, non leggo Vitruvio nemmeno io). Secondariamente, trovare una ragazza vergine alla facoltà di architettura del politecnico potrebbe essere un problema, figuriamoci sei. Avrei dovuto cercare tra i ciellini che gestiscono la copisteria e sono sempre chiusi a dispetto degli orari che la legge gli imporrebbe di rispettare (ma, si sa, loro riconoscono solo la legge di Dio). Se anche fossi riuscita a trovarli aperti, ho i miei seri dubbi che lì avrei trovato ragazze con i requisiti che mi occorrevano. Sarebbe stato assai più facile trovare dei ragazzi con gli stessi requisiti (con tutti i nerd che girano a ingneria) ma se io non facevo discriminazioni sessuali ero ragionevolmente certa che il rituale ne facesse eccome. Dovevo trovare soluzioni alternative.
Dato che a volte la soluzione più ovvia è anche quella giusta (come dicono almeno una volta in ogni telefilm poliziesco che si rispetti), decisi di recarmi alla portineria della nave. Guardandomi attorno circospetta bisbigliai: "Scusi... io dovrei andare al terzo piano."
"Con l'ascensore. - rispose il custode, senza alzare gli occhi dal giornale e sorseggiando da una grade tazza di Winnie the Pooh il suo caffé all'americana.
"No... devo andare al vero terzo piano."

Ciò che accadde dopo non posso dirlo per intero («ma lo spettacolo fu avvincente e la suspance ci fu davvero», continuerebbe De André, ma il paragone non farebbe onore né a me né all'anziano portinaio del politecnico). Mi trovai al terzo piano della nave, uno spazio alto almeno venti metri e inondato della musica di un invisibile organista pazzo. Alle pareti, bassorilievi marmorei raffiguravano studentesse unirsi a demoni serpentiformi, in una grande allegoria della carriera universitaria. Il pavimento, di lucida ossidiana e cristallo, lasciava intravedere al di sotto, in trasparenza, un groviglio di fiamme e corpi in cui mancava solo Keanu Reeves. Ora sapevo cosa mi attendeva, e sapevo cosa dovevo fare. Un uomo ammantato di scuro e celato da un cappuccio mi venne incontro, facendo rimbombare i propri passi come in una tomba vuota, e in lui riconobbi il mio tutor. "Ha portato il materiale per la revisione? - domandò, con una profonda voce che era sia maschile che femminile.
"Sì. - risposi, sfoderando il computer da sotto il cappotto. Ed il led blu del lettore di schede spezzò l'oscurità come la lama di Excalibur. E il mio tutor indietreggiò. E il Maligno fu sconfitto.
Mi risvegliò la luce sul marciapiede di via Ponzio.

Ora so che i miei giorni sono segnati, dopo aver visto ciò che nessuno dovrebbe vedere ed essere sopravvissuta. Non so se riuscirò a vincere anche questa volta. Trascrivo qui la mia esperienza perché altri dopo di me possano tramandarla, perché la conoscenza è potere e, finché viene tramandata, il Male non potrà mai prevalere.

Vi amo tutti.
Shelidon ha disegnato fatiche universitarie, bozzetti intimisti
data astrale gennaio 31, 2007 16:14 |
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martedì, 30 gennaio 2007
numero identificativo: 10760576

Bergamasca Klondike

Scusate se faccio il verso ai titoli dei post di questo signore, ma la notizia mi faceva troppo ridere.

Dal Corriere di oggi:

Trovato l'oro nelle valli bergamasche
- Gli esiti delle ricerche spiegati dalla Rivista mineralogica italiana
Il geologo Renato Marsetti ha recuperato scagliette nelle acque dell'alta Valle Seriana e piccole pepite incastonate nelle rocce
BERGAMO - Non ci sono le premesse perché nelle Prealpi Orobie si scatene la corsa all'oro, ma dopo secoli di voci incontrollate adesso la notizia è stata diffusa in modo ufficiale dal geologo Renato Marsetti di Ecogeo, centro di ricerche geologiche e tecnologie d'ambiente di Bergamo: nei monti bergamaschi ci sono tracce del metallo giallo. Marsetti lo ha anche scritto in un articolo per l'ultimo numero della Rivista mineralogica italiana, basato su trent’anni di studi e analisi nelle zone della Valle del Goglio.
Nel corso degli anni Marsetti ha trovato campioni di oro sia nelle rocce sia nel torrente Goglio, confermando scritti e notizie risalenti al Duecento. Il geologo ha trovato pepite e scagliette d'oro nelle acque dell'alta Valle Seriana e piccole pepite incastonate nelle rocce, generalmente unito al quarzo, e visibili anche a occhio nudo.


Che dire?

Uncle Scrooge bergamasco


Shelidon ha disegnato appunti di cronaca
data astrale gennaio 30, 2007 12:37 |
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lunedì, 29 gennaio 2007
numero identificativo: 10751057

Nomination deludenti

Ok, lo so che sono uscite già da un po', ma mi devo ancora riprendere. Ecco le nomination agli Academy Awards 2007 (Oscar per gli amici).

Miglior film: Babel, The Departed, Letters from Iwo Jima, Little Miss Sunshine, The Queen
Miglior regista: Martin Scorsese (The Departed), Alejandro Gonzales Inarritu (Babel), Stephen Frears (The Queen), Clint Eastwood (Letters fron Iwo Jima), Paul Greengrass (United 93)
Miglior attore: Leonardo Di Caprio (The Departed), Forrest Whitaker (The Last King of Scotland), Peter O'Toole (Venus), Will Smith (La ricerca della felicità), Ryan Gosling (Half Nelson)
Migliore attrice: Meryl Streep (Il diavolo veste Prada), Helen Mirren (The Queen), Judi Dench (Diario di uno scandalo), Penelope Cruz (Volvér), Kate Winslet (Little Children)
Migliore attore non protagonista: Alan Arkin (Little Miss Sunshine), Jackie Earle Healey (Little Children), Djimon Hounsou (Blood Diamond), Eddie Murphy (Dreamgirls), Mark Wahlberg (The Departed)
Migliore attrice non protagonista: Adriana Baraza (Babel), Cate Blanchett (Diario di uno scandalo), Abigail Breslin (Little Miss Sunshine), Jennifer Hudson (Dreamgirls), Rinko Kikuchi (Babel)
Miglior film straniero: Dopo il matrimonio (Efter Brylluppet, Danimarca), Indigenes (Algeria), Il labirinto del fauno (El labirinto del fauno, Messico), Das Leben der Anderen (Germania), Water (Canada)
Migliore sceneggiatura originale: Guillermo Arriaga (Babel), Michael Arndt (Little Miss Sunshine), Iris Yamashita e Paul Haggis (Letters from Iwo Jima), Guillermo del Toro (Il labirinto del fauno), Peter Morgan (The Queen)
Migliore sceneggiatura non originale: Patrick Marber (Diario di uno scandalo), William Monahan (The Departed), Sacha Baron Cohen (Borat), Todd Fiel e Tom Perrotta (Little Children), Alfonso Cuaròn (I figli degli uomini)
Miglior film d'animazione: Cars, Happy Feet, Monster House
Miglior scenografia: Dreamgirls, The Good Shepherd, Il labirinto del fauno, I pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma, The Prestige
Migliore fotografia: Dalia Nera, I figli degli uomini, The Illusionist, Il labirinto del fauno, The Prestige
Migliori costumi: Curse of the Golden Flower, Il diavolo veste Prada, Dreamgirls, Maria Antonietta, The Queen
Miglior documentario: Deliver Us from Evil, An Inconvenient Truth, Iraq in Fragments, Jesus Camp, My Country, My Country
Miglior cortometraggio documentaristico: The Blood of Yingzhou District, Recycled Life, Rehearsing a Dream, Two Hands
Miglior montaggio: Babel, Blood Diamond, I figli degli uomini, The Departed, United 93
Miglior make-up: Apocalypto, Click, Il labirinto del fauno

Non mi resta che tifare per Il labirinto del fauno...
Shelidon ha disegnato su celluloide
data astrale gennaio 29, 2007 17:57 |
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To Do

Da fare:
  1. set da scritturaterminare la tavola sinottica sul museo Kiasma di Helsinki;
  2. terminare il rilievo della via Tassis di Bergamo;
  3. terminare la tavola sinottica del progetto di casa per studenti per il laboratorio;
  4. far visita ai fornitori di Brera;
  5. terminare l'articolo sulle nursery-rhime;
  6. proseguire con il modulo di NWN.

Il tutto, entro oggi a mezzogiorno. Tranne i fornitori, naturalmente.
Shelidon ha disegnato bozzetti intimisti
data astrale gennaio 29, 2007 11:07 |
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domenica, 28 gennaio 2007
numero identificativo: 10733983

Intervistare me? Perché?


Bontà loro, mi hanno invitato per un'intervista qui riguardo a questa vecchia cosa.

So che non sembra, ma sul seguito sto davvero lavorando. Ma, sapete com'è, ce n'è sempre una...
Shelidon ha disegnato per gioco
data astrale gennaio 28, 2007 13:31 |
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