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contagiri

# *loading* giri oziosi
venerdì, 29 giugno 2007
numero identificativo: 12868208

La Toscana mi attende

Da questa mattina fino a domenica sera sarò assente da questi lidi: sarò infatti nella ridente località di Vallombrosa ad assistere ad una rassegna-evento organizzata da alcuni amici. Qui c'è il sito internet e il programma della manifestazione si può trovare anche sul blog del gruppo culturale di Milano. Ecco invece il comunicato stampa degli indomiti organizzatori:

Tolkien a Vallombrosa

 Da Vallombrosa, sulla montagna fiorentina, Tolkien non è passato durante il suo viaggio in Italia del 1955 che lo condusse a Venezia e ad Assisi. È un peccato, perché lo scrittore inglese, che nel Signore degli anelli stava raccogliendo tanti e diversi aspetti della natura, si sarebbe innamorato a prima vista della grande foresta di cui si sono presi cura nei secoli i monaci di san Giovanni Gualberto.

Luoghi in cui la letteratura è di casa: ne rimase affascinato il poeta John Milton, che cantò la foresta di Vallombrosa nel Paradiso perduto, e se innamorarono anche tanti letterati italiani che nei primi anni del Novecento elessero questa località a meta di vacanza e soggiorno.

A portare l’autore del Signore degli anelli a Vallombrosa hanno pensato la Società tolkieniana italiana e la Pro loco di Vallombrosa-Saltino, organizzatori di “Alberi e foglie”, manifestazione dedicata al tema della natura nell’opera di Tolkien. Per due giorni (30 giugno – 1° luglio) Vallombrosa ospiterà un convegno in cui studiosi di letteratura si muoveranno fra i paesaggi della Terra di Mezzo a caccia di fonti, influenze e temi: dalle devastazioni della Prima guerra mondiale a visioni idilliache della campagna inglese, al problematico rapporto fra tecnica e natura.

Alla riflessione letteraria si affiancheranno momenti di musica, fra i quali spicca un concerto dei Lingalad, musicisti da sempre attenti al tema della natura e alle sue implicazioni artistiche; una mostra (organizzata dall’associazione “Arte della ceramica”) di opere in ceramica a tema naturale, di illustrazioni ispirate alle creazioni letterarie di Tolkien e di fotografia fanta-naturalistica (“Le facce degli alberi” di L. Lauricella); esperienze di educazione ambientale nella foresta per i bambini e le bambine, a cura dell’associazione gECO; visite guidate all’Arboreto e all’Orto botanico di Vallombrosa; esibizioni di volteggio a cavallo dei piccoli allievi del centro “Tutto a cavallo” di Pelago; un palio di arcieria medievale organizzato dagli Arcieri del Borro di Arezzo; la presenza, infine, della “Fierucola”, mercato storico fiorentino i cui espositori propugnano da sempre il ritorno alla terra e un modello sostenibile di produzione e commercio.

Per coinvolgere il territorio nella manifestazione è stato anche organizzato un concorso per le scuole medie della zona: “Piccoli Hobbit crescono”. I partecipanti si sono cimentati nella produzione di testi e opere figurative sul tema “alberi e foglie”, riflettendo sui mille volti della natura. Le opere migliori saranno premiate al termine della manifestazione.

Tolkien avrebbe sicuramente apprezzato questo tentativo di studiare e sperimentare i punti di contatto (e di tensione) fra mondo naturale e mondo umano.

Per informazioni sul programma, il luogo e l’accoglienza si può visitare il sito della manifestazione: www.alberiefoglie.it; e-mail: info@alberiefoglie.it; o telefonare al numero: 055 8301075 - 347 7416184

giovedì, 28 giugno 2007
numero identificativo: 12855379

Fairy Cube #3


Il finale di Fairy Cube, l'ultima fatica della bravissima mangaka Kaori Yuki (autrice del più noto Angel Sanctuary) si rivela purtroppo un prodotto non all'altezza, un ibrido tra l'ampio respiro di Angel Sanctuary e le deliziose storie brevi racchiuse negli speciali e in God Child.

Il complotto per riversare nel mondo materiale un crudele regno delle fate viene sventato da Ian, imprigionato nel corpo di un bambino dopo che il suo gemellospiorituale Tokage si è impossessato del suo corpo originale, con aiuti inaspettati (telefonatissimi, diciamocelo) e una sarabanda dei consueti temi cari all'autrice: il doppio, l'amore contrastato, l'attaccamento ad un mondo e ad una vita dove ci sia la persona amata, lo scambio di corpi e di menti, la possessione, ed un finale in cui i cattivi sono sempre meno di quelli che si pensava.

Riscatta il banale volumetto la bellissima storia breve “Psycho Knocker” in appendice, una cupa fiaba metropolitana in cui uno spirito ha un modo... tutto suo di esaudire i desideri di chi la interpella e toccherà proprio a Tokage, divenuto cacciatore di demoni, salvare una ragazza dal suo destino. Il numero vale l'acquisto solo per la storia in appendice.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale giugno 28, 2007 12:16 |
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mercoledì, 27 giugno 2007
numero identificativo: 12839426

20.000



Avessi un bolivar per ogni visitatore che è capitato qui...
Shelidon ha disegnato bozzetti intimisti
data astrale giugno 27, 2007 11:01 |
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Jonosuke - L'Esorcista #1

Jonosuke - L'esorcista #1
Storia: Hazuki Nakashima
Disegni: Shu Akana
Edito dall'infaticabile J-pop

Consigliato dal prode Heraclitus qui, questo sensei manga è un prodotto splendido sotto molti punti di vista. Innanzitutto i meravigliosi disegni, che colpiscono subito l'attenzione con il loro tratto raffinato, l'uso sublime dei retini, il taglio complesso delle scene. Ecco la trama dal sito dell'editore:

«Sigillare i demoni in uno speciale lucchetto: questo è il compito dell' "esorcista".
Nell’antica città di Edo, Jonosuke, il maggior esperto di serrature della città, usa in segreto i suoi poteri di sigillatore per esorcizzare i demoni che tentano di invaderla.
Per chi ama i manga in stile Vagabond, Yamikagishi si rivela un fumetto imperdibile: ai disegni uno straordinario Shu Akana, celeberrimo in Giappone per la hit Yugo il Negoziatore (pubblicato in 23 tankobon da Kodansha), che ci regala inquadrature altamente cinematografiche e tavole particolareggiatissime, in grado di immegerci nell'atmosfera del Giappone medievale. Alla sceneggiatura Kazushi Nakashima, scrittore teatrale, vera e propria leggenda vivente del "Gruppo Shinkansen" e vincitore nel 2003 del prestigioso 47esimo Kishida Drama Award con l'opera teatrale Aterui. Qualità assicurata per uno dei titoli più rappresentativi dell'editore giapponese Futhabasa.»

Denso di delicati simbolismo e di un palpitante erotismo, permeato dalla splendida atmosfera medievale dei film del genere jidai geki, anch'essi ambientati spesso nella capitale militare Edo. Un protagonista intrigante, esperto di serrature ed esorcista, e delle controparti ben sviluppate (la veggente Kin-Chan, che prevede il futuro facendo scorrere il proprio piede sulle rune nel terreno, e le varie vittime). Il nocciolo della filosofia che anima il manga è che quando un uomo cede al lato oscuro della propria anima, un demone si impossessa di lui: compito dell'esorcista è sigillare questa presenza demoniaca, con l'uso di un lucchetto appunto. Per ora la trama è sviluppata con la forma delle storie autoconclusive in continuity tra di loro, un po' come Banya di cui ho già parlato: se anche rimanesse in questa forma, sarebbe comunque un prodotto ottimo, uno dei più intriganti della stagione. Staremo a vedere come si evolverà.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale giugno 27, 2007 10:34 |
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Ultimate Fantastic Four #18

Ultimate Marvel è il gruppo di serie pubblicate dalla Marvel Comics, che si basano su una versione riscritta e aggiornata dei più famosi supereoi, fra cui Spider-Man, gli X-Men, i Vendicatori e i Fantastici Quattro. I personaggi hanno nuove origini, compiono nuove scelte, insomma sono slegati dai corrispettivi della continuity classica, che erano ormai troppo complicati per i nuovi lettori.
Il primo fumetto della serie Ultimate Spider-Man è stato tradotto in Italia dalla Marvel Italia nel maggio del 2001, mirato ad un pubblico più giovane, a cui seguirono gli Ultimate X-Men, gli Ultimates (dedicato ad un pubblico più maturo) e Ultimate Fantastic Four. L'universo Ultimate è stato creato per attrarre nuovi lettori oltre ai fan Marvel, ma alla lunga i fan di vecchia data hanno abbracciato la nuova linea.
Le modifiche alle storie e ai personaggi dell'Ultimate Marvel sono state studiate per riflettere le differenze con l'era dei loro predecessori (creati tra gli anni sessanta e settanta). Per esempio Ultimate Spider-Man guadagna i propri superpoteri da un ragno geneticamente modificato come nel film, non da un ragno radioattivo e il suo alter ego Peter Parker, che nell'originale lavorava come fotografo presso il Daily Bugle, ora ha un lavoro part-time come webmaster. Un'altra differenza tra l'universo Ultimate Marvel e l'universo classico consiste nella maggior giovinezza dei protagonisti. In alcuni casi questo accade perché si è riportato il personaggio alle proprie origini (come Spider-Man per esempio); in altri casi l'intervento è più marcato: gli Ultimate Fantastic Four sono stati ringiovaniti fino a diventare poco più che adolescenti, giovani geni e pressoché coetanei (nella versione classica, si poteva desumere che Reed Richards e Ben Grimm fossero sulla trentina, Susan Storm sui 25 anni mentre Johnny Storm era sempre molto giovane).
I personaggi di questa serie esistono al di fuori dell'universo classico (e quindi della Terra 616), quindi non possono interagire con le loro "versioni originali", anche se la Marvel non ha mai smentito questa possibilità. All'universo Ultimate è stato dato il nome Terra 1610.

(da Wikipedia)
Ho comprato questo numero ed i due precedenti per ammirare le belle tavole di Greg Land, di cui ho parlato da poco, e ho trovato una storia con alti e bassi, accompagnati da disegni non sempre all'altezza. Ma procediamo con ordine.
Innanzitutto, per i meno informati, rimando a sotto l'immagine per capire che cosa sia l'universo ultimate.

Dato per assodato questo, di base non mi piace molto la scelta di ringiovanire i Fantastici Quattro: Reed Richards, non esageratamente simpatico di riflesso per via del suo alter-ego nella continuity standard, risulta qui un bamboccio gonfiato che pomicia con Sue, un bizzarro ibrido tra un nerd esperto nelle scienze e un bulletto bravo solo in educazione fisica. Johnny Storm porta all'estremo tutta l'immaturità della sua controparte originale e Sue Storm, ben lontana dal personaggio maturo ed emotivamente tormentato che abbiamo visto su Civil War, è un'adolescente sciocca. Questo purtroppo è una costante dell'universo ultimate: i protagonisti, tutti ringiovaniti, per raggiungere un target più giovane vengono abbassati come caratterizzazione psicologica e profondità emotiva. Il che dovrebbe dare un'indicazione ben precisa di come la Marvel considera il suo pubblico junior e di che tipo di pubblico junior intende fidelizzare (ma come parlo?). L'unico a mantenere un certo livello di maturità e profondità è Ben Grimm, che però non si discosta affatto dalla sua controparte originale (e allora perché creare un universo alternativo?). Anche il dottor Doom è caratterizzato piuttosto bene, con esiti devastanti sulla caratterizzazione di Reed Richards, ma di questo parlerò in seguito.

L'arco narrativo che ho acquistato è una contaminazione con il genere horror e verte sull'incursione nell'universo ultimate di una versione zombie dei Fantastici Quattro, mentre l'ultimate Johnny Storm giace infermo per via di una possessione demoniaca. Più simpatici, maturi, intelligenti, i fantastici non morti si fanno amare anche solo per lo scherzetto con cui riescono ad uscire dalla cella. Nel frattempo, gli ultimate Sue, Reed e Ben si recano dal dottor Destino a chiedere una consulenza per la malattia di Johnny e qui, in pieno stile Magneto was right (che è un po' lo stile Luke, io sono tuo padre): il "cattivo" ha ragione! Non solo ha ragione da vendere, ma sembra anche molto meglio di Reed, più preparato e onorevole. Non sono del tutto sicura che la cosa sia voluta, anzi, non ne sono sicura affatto: lungi dal creare un dualismo carismatico come tra Xavier ed Erik in tempi migliori, la superiorità di Victor crea un effetto grottesco. Tra citazioni Lovecraftiane e scene alla Resident Evil, giunti alla fine si fa il tifo per Victor e ci si arrabbia per l'ennesimo spregio di Reed nei suoi confronti (il titolo sul giornale, "I fantastici quattro salvano il mondo", quando è Destino a immolarsi ed a farsi spedire nell'universo alternativo degli zombie).
Una lettura strana.

I disegni di Greg Land soffrono della stessa oscillazione di qualità della trama: tavole molto belle unite a scene anonime, decisamente non da lui. Dovrò procurarmi il precedente arco narrativo cui ha collaborato, sempre sulla stessa testata, anche per vedere se trovo conferma alle mie impressioni sulla (pessima) caratterizzazione dei personaggi. Roba da far rimpiangere New X-men.


Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale giugno 27, 2007 10:16 |
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