Atom Feed

RSS Feed

contagiri

# *loading* giri oziosi
domenica, 30 settembre 2007
numero identificativo: 14075373

E come extinzione

Visto che mi si accusa di parzialità nel giudizio su Morrison, magari non a torto, voglio provare a fare una cosa approfittando delle ristampe dei suoi story arc nei 100% marvel, rileggendo quelle storie come se fosse la prima volta. Vediamo un po' cosa ne può uscire. So che a molti la discussione su Morrison è venuta a noia, ma non si sa mai che cosa possa venir fuori da una lettura "a freddo". Potrebbero risultarne delle sorprese.
E quindi...

E come Extinzione - 100% marvel
E is for Extinction #1, #2 e #3, da New X-men #114, #115 e #116 del luglio, agosto e settembre 2001
Danger Rooms, da New X-men #117 dell'ottobre 2001
Germ Free Generation #1, #2 e #3 da New X-men #118, #119 e #120 del novembre e dicembre 2001 e del gennaio 2002

La prima cosa che mi sento di dover esprimere iniziando a parlare del primo story-arc di Morrison è un dissenso verso l'atteggiamento dell'autore nei confronti della continuity. Sarebbe futile affermare che un autore debba sempre e comunque seguire pedissequamente ciò che è stato impostato dagli autori precedenti, specie un autore di talento chiamato appositamente per risollevare le sorti di una testata in crisi. Esiste tuttavia un'onesta via di mezzo che ben si accorda con la volontà di innovazione ma mal si addice all'alta considerazione di sé da un lato e alla bassissima considerazione del lavoro svolto prima del suo arrivo dall'altro, due caratteristiche innegabilmente parte integrante del personaggio Morrison. Ecco che quindi la testata cambia significativamente nome, da X-men a New X-men. Ecco che all'improvviso, senza preavviso e senza prendersi la briga di una spiegazione, gli X-men iniziano a vestirsi come quelli del film. Intendiamoci, ho sempre trovato anacronistici i costumini sgargianti, ma nulla è più facile da spiegare dell'adozione di un'uniforme: ciò che manca nell'esordio di Morrison non è la possibilità, ma la volontà di riallacciarsi a ciò che è venuto prima di lui. Un atteggiamento normalmente deprecato, con tutte le ragioni.
Gli aspetti potenzialmente dannosi di questo atteggiamento non si limitano alla futile questione delle uniformi. Tutt'altro. Improvvisamente esiste una biologa, la più illustre biologa evolutiva del mondo, che lo scienziato Xavier non solo non ha mai incontrato ma di cui non ha mai nemmeno sentito parlare. Improvvisamente Hank è un leone e Wolverine un tronco di pino (come direbbe la Litizzetto). Improvvisamente esistono milioni di mutanti al mondo e la loro presenza è penetrata nella cultura. Tutte buone idee, tutte giustificabili ma tutte non giustificate per volontà, e quindi automaticamente squalificate e che una ad una, proprio a causa dell'atteggiamento dell'autore, una volta venuto a mancare l'autore sono state eliminate o giustificate con contorsioni più o meno convincenti. Può l'incapacità (o meglio, la non volontà) di Morrison di confrontarsi con una realtà esistente essere giustificata con la sua (presunta) abilità narrativa? E se sì, fino a che punto? Non è piuttosto controproducente consentire alla prima donna di fare i capricci alterando il copione? Le uniformi sono state abbandonate (nessuna sorpresa, con una giustificazione come "Non ho mai capito perché ci faceva vestire come supereroi, finalmente non sembro più un idiota in calzamaglia"). Claremont ha fatto i salti mortali per spiegare retroattivamente l'evoluzione leonina di Hank, attribuendola a Sage. I milioni di mutanti sono stati spazzati via con il colpo di spugna di House of M. Scarsa lungimiranza degli autori Marvel o incapacità dell'ideatore di inserire le sue innovazioni nel contesto?
Ma torniamo allo Xavier Institute e alla giungla equadoriana, dove si manifesta la prima dei principali personaggi creati da Morrison. Cassandra Nova. La gemella cattiva di Xavier che dovrebbe esserne il "doppio", il Ka. Giustificare la sua esistenza con uno sdoppiamento di personalità di Xavier, espellendo da lui quindi ogni lato negativo, avrebbe potuto essere un'idea. Avrebbe anche potuto essere un'idea creare un personaggio del tutto opposto a Xavier sia nei suoi lati positivi che in quelli negativi. La verità è che Cassandra non è né l'una né l'altra cosa. Imbarazzante parodia dal punto di vista estetico-formale (l'alopecia è di famiglia?), dal punto di vista caratteriale si presenta in questo story-arc in modo abbastanza confuso. Ecco ciò che fila bene nella sua costruzione come "doppio". Non è mutante ma in un certo senso fa finta di esserlo (mentre Xavier è mutante ma lo nasconde). Il suo obiettivo è la sopravvivenza del genere umano (mentre quello di Xavier è la convivenza tra sapiens sapiens e mutanti). Agisce da sola e non ha seguaci, al contrario di Xavier che crede nella squadra. Il tutto funzionerebbe piuttosto bene se non fosse accompagnato da un errore che Morrison porta volontariamente avanti spesso quando intende dare importanza ad un suo personaggio, ovvero funzionerebbe se non fosse accompagnato da un intorbidamento della figura di Xavier, uno svilimento dal quale il povero Charles non si è ancora ripreso. I suoi poteri psichici sono deboli in confronto a quelli di Cassandra, l'unica cosa che riesce a fare è ricorrere alla pistola ("e non ci hai mai detto di avere una pistola", osserva giustamente Jean, ma forse dovrebbe rimproverare della cosa il suo scrittore). Persino l'ascendente di Xavier sui suoi ragazzi, in confronto a quello di Cassandra, è nullo. Ricorrere al bieco espediente di depotenziare un personaggio esistente per dare risalto ad un nuovo, ahimé, non mi pare degno del grande autore che Morrison dovrebbe essere. Non sono nemmeno certa che il danno su Xavier verrà recuperato nella saga di Brubaker che stiamo leggendo su X-men. Di certo è stato un danno incalcolabile. E non mi va giù.
Tutto ciò sarebbe un eccesso di severità nel giudizio se lo stesso meccanismo non fosse stato applicato anche ad altri personaggi. E qui si viene alla questione Emma - Jean. La Jean Grey di Morrison è un personaggio monolitico, come ho detto altrove, duro, insensibile fino alla stupidità e nel contempo impressionabile fino alla stucchevolezza, un personaggio che si esprime con frasi come "oh povero caro". L'intera questione dei problemi con Scott in questo story arc è trattata a dir poco superficialmente: "Nulla reciderà mai il legame che ci unisce", un bacio mendicato a Logan e Logan che rifiuta, poi si manifesta la Fenice e nemmeno una preoccupazione, perché "tutti quei brutti pensieri su Scott non ci sono più". Jean sembra veleggiare su un piano diverso, e sempre su quello sbagliato rispetto a ciò che la circonda. Al contrario, Emma è un personaggio potente e tempestivo nella reazione a ciò che accade. Affascinante, altera e bella. E, per sottolineare la sua superiorità rispetto a Jean in questo, è l'unica non in uniforme (l'argomento non viene nemmeno affrontato). Spiritosa (prende un taxi per "Van Cleef & Arpels, sulla quinta al numero cinquantasette: vado a farmi valutare"). Eppure, nella sua costruzione psicologica in generale piuttosto buona, non risente molto della svalutazione caratteriale della sua controparte Jean? Anche il binomio Scott - Wolverine funziona molto poco, per inciso. Scott che pratica l'eutanasia su un ragazzo ferito? Wolvie che si lascia dire "ignori Logan, professore"? Wolverine con l'influenza e nessuno che si pone il problema? Inutili che mi dilunghi oltre sui personaggi storici.
Dei nuovi personaggi, i migliori sono sicuramente Angel e Becco, soprattutto quest'ultimo, anche se il concetto di valore umano slegato dai superpoteri è qualcosa che verrà introdotto solo in seguito. Per ora c'è un personaggio inutile e complessato con delle potenzialità. Una buona idea inserire nella scena un semplice ragazzo con una mutazione idiota.
Che dire in generale dell'intreccio? Un gruppo in crisi, l'attacco da più parti, la mina psichica personalizzata che regala ad ogni membro del gruppo un proprio inferno personale, ... L'impianto è buono, le idee anche, ma non mi piace. E non per delle mancanze, ma per delle precise scelte. Che è peggio.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale settembre 30, 2007 15:52 |
Collegamento permanente |
commenti (5) |

Ramayan 3392 a.D.


L'hanno fatto ancora. Ricordate il 100% marvel Ghost Rider - Circolo vizioso? Quello che non finiva nonostante non vi fosse all'orizzonte traccia di un secondo numero? Il test più stupido della storia "pubblichiamone uno e vediamo se lo comprano" che non tiene conto del fatto che molti non lo comprano se non sono pianificate anche le prossime uscite? Ecco, l'hanno fatto ancora.
Perché Ramayan 3392 a.D. è proprio un bel volume e costa appena 13 € ma ha il grave difetto di non finire. La storia è quella della Rāmāyaṇa, opera d'epica in sanscrito del 400 a.C. circa, parte del canone indù. E in questa storia, ambientata nel futuro ma dal sapore steampunk, in cui il marajà e i demoni si fondono a impianti per il riciclo dell'aria e macchinari a vapore, c'è proprio tutto, tutto ciò che ricorderà anche chi non è addentro alla mitologia indù ma ha letto Rg veda delle Clamp. La gioventù di Rama e dei suoi fratelli, la battaglia per Janasthan e il suo esilio, l'incontro con Vishvamitra, l'arrivo a Mithila e l'incontro con Sitha, la guerra con gli Asura, il crudele e inumano concetto dell'onore sopra ogni cosa e un personaggio che si batte contro di esso con un ideale diverso e più alto. Non entusiasmante per chi conosce superficialmente il poema, decisamente affascinante per chi non lo conosce affatto o l'ha amato profondamente. La riscrittura di Deepak Chopra e Shekhar Kapur, poi, è accompagnata dai meravigliosi disegni di Abhishek Singh, dove ai colori dipinti si sovrappone un tratto di penna sottile e nervoso, avviluppato nelle esasperate e oppressive decorazioni dello stile indù (qui, la tavola iniziale con una vista della città di Armagarh), un tratto da ammirare in ogni centimetro, che rende la lettura un vero e proprio percorso di ammirazione e, quasi, iniziazione ad un diverso modo di raffigurare. Il risultato è qualcosa di simile ai nostri pittori Dell'Otto, Maleev, Pratt, Crain, eppure qualcosa di estremamente personale, imbevuto del decorativismo indiano nelle sue origini ma sviluppato verso una ricerca personale dal risultato decisamente felice.
La tavola, quasi sempre doppia, composta in orizzontale (esempio), è costruita splendidamente. Meraviglioso. Copertina di Alex Ross. Acquistatelo. Soprattutto perché così magari riesco a leggere anche la seconda parte.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale settembre 30, 2007 10:59 |
Collegamento permanente |
commenti (5) |

Ultimates #30

Ultimate Power #1 e #2 (id., da id. del dicembre 2006 e del gennaio 2007)
Gli eroi adolescentizzati dell'universo Ultimate non mi piacciono, soprattutto i Fantastici Quattro (tra i quali trovo che Susan si particolarmente insopportabile). Ma ho visto che questo numero era disegnato da Greg Land: potevo lasciarmelo scappare?
La storia on è male: Reed Richards disobbedisce allo SHIELD e lancia in alcuni universi paralleli delle sonde per raccogliere informazioni sulla struttura di Ben. Risultato? Disastroso. Il Baxter Building viene attaccato e giungono rinforzi a più ondate. Una storia che consente a Land di regalarci alcune delle splash page più belle di tutta la sua produzione. Vogliamo parlare delle fanciulle della Squadra Serpente all'inizio? O dell'arrivo dei giustamente inalberati aggressori? E che dire dell'atterraggio dei vendicatori? Vogliamo parlare di Wanda? O dell'arrivo degli X-men con quella splendida Ororo in primo piano? Persino Sue mi piace... Per uno che non sa disegnare come dicono alcuni, direi che il buon Greg se la cava piuttosto bene...







Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale settembre 30, 2007 10:36 |
Collegamento permanente |
commenti (4) |

sabato, 29 settembre 2007
numero identificativo: 14064045

Wolverine #213

Bussando alla porta del cielo (Knocking on Heaven's Door da Wolverine #48 del gennaio 2007). Guggenheim tenta di rimediare alla vaccata della rigenerazione integrale di Wolverine con una storia in appendice, e non ci riesce. Le ultime tre morti di Logan vengono recuperate e rinarrate con un'aggiunta nell'aldilà che, nonostante Ramos cambi tratto tornando - anche se per pochi istanti - a disegnare bene, convincono poco. Wolverine, sulla falsa riga delle stupende introspezioni nel limbo regalateci da Claremont, incontra nell'aldilà il proprio, i propri rimorsi, la sua Jean, il suo Lazaer. Come? Chi diavolo è Lazaer? Ah, non lo so. E se state pensando che come spiegazione sia un po' pochino... beh, direi che avete ragione. Un peccato, perché la chiusura ("anche quando vinco, perdo") è buona. Certo, ci pensa il finale con Logan a letto con l'atlantidea, a buttare nuovamente in vacca tutto. Insomma, personalmente avrei fatto anche a meno di questa storia.
Nota di traduzione: quando impareranno a tenere uguale i titoli che si rifanno ad altri titoli non tradotti in italiano?

Salvatore #3 (Savior #3 da Wolverine: Origins #8 del gennaio 2007). Continua il massacro ad opera di Daniel Way e della raccapricciante accoppiata Dillon - Kemp. Dialoghi inutili, voce fuori campo irritante.

La Strada Tortuosa - Circolo Oscuro  e La Strada Tortuosa - Palude Gotica (The Winding Way: Dark Carnival e The Winding Way: Swamp Gothic, da Nightcrawler #8 e #9 del settembre e dell'ottobre 2005). Si conferma una lettura piacevole la miniserie dedicata al passato di Nightcrawler. Il motivo del suo viaggio in patria si rivela, così come si aprono dei flash-back su Margali, Amanda, Jimaine. Un piacere rivedere cose e personaggi che da tempo non calcavano queste scene. Anche se continuo a rimanere perplessa sulla scelta editoriale.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale settembre 29, 2007 16:05 |
Collegamento permanente |
commenti |

Acquisti

Mattinata di acquisti, oggi. Ecco di che cosa dovete aspettarvi la recensione a breve:
  1. The Complete Peanuts Collection (strisce dal 1950 al 1952, dal 1956 al 1957, dal 1957 al 1958, dal 1959 al 1960). Insieme ai volumoni con tutte le strisce degli anni '60, '70, '80 e '90, questi volumi mi stanno progressivamente avvicinando al mio obiettivo di possedere l'opera omnia del grande Schulz. Una lettura meravigliosa.
  2. Banya - Hell's Angel delivery Man #5. Quinto ed ultimo volume delle avventure del prode corriere.
  3. Berserk Collection #5. Le vicende di Gatsu tra i falchi: allusioni sessuali e violenza gratuita.
  4. Shadowplay. Mi piacevano i disegni, ma non ho idea di che cosa sia...
  5. L'antro dell'orrore. Versione a fumetti di alcune celebri poesie di E.A. Poe.
  6. Ultimates #30. Odio gli eroi marvel adolescentizzati dell'universo ultimate (di cui ho già parlato), ma questo numero era disegnato da Greg Land...
  7. Halo. Fumetto ispirato al celebre videogioco, ma con disegni troppo interessanti per essere lasciato da parte.
  8. Wolverine #213. Contiene la seconda pseudo-conclusione dell'avventura di Logan in Civil War, un altro inutile capitolo dell'inutile serie Origins e le avventure di Nightcrawler.
  9. La Torre Nera - La nascita del Pistolero #2.
  10. Ramayan 3392 a.D. Di Chopra e Kapur, la rivisitazione del celebre mito in chiave post-apocalittica. Disegni davvero intriganti (a destra, la copertina), atmosfere favolose.
Per quanto riguarda i libri, invece, aspettatevi una recensione un po' meno a breve di:
  1. Daniel Arasse, Il Dettaglio - La pittura vista da vicino. Il Saggiatore, 2007. Una storia dell'arte attraverso il dettaglio.
  2. R.S. Blackswift, Monocromatica. Colorado Noir, 2007. Ne avevo già parlato riportando un articolo dal Manifesto e ora questo noir milanese scritto a due mani è mio. La prima lettura che attaccherò, fumetti a parte.
  3. Lewis Mumford, La cultura delle città. Einaudi, 2007. La celebre storia polemica della città, tra demolizione e riqualificazione (il più delle volte coincidenti), negazione della storia e autodistruzione.
  4. Ken Follet, The Pillars of the Earth. Pan Books, 2007. Ok, non ce l'avevo ancora, va bene?
In più, ho messo le mani su un'enciclopedia della calligrafia cinese, edita dal Castello. Oltre 300 caratteri illustrati passo passo, con cui sbizzarrirmi.
Shelidon ha disegnato palloni di china, a margine di un libro
data astrale settembre 29, 2007 15:30 |
Collegamento permanente |
commenti (7) |


Shelidon.it Bolgeri blog Associazione romana studi Tolkieniani Album: Pupazzi di pezza Rassegna stampa giornaliera Ho iniziato con... Lavoro... Leggo... Partecipo... Frequento...