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# *loading* giri oziosi
mercoledì, 31 ottobre 2007
numero identificativo: 14526701

Zero - Il maestro dei profumi


Kaori Yuki deve aver visto Profumo, non c'è dubbio, perché questo suo nuovo lavoro riguardo ad un maestro profumiere dallo straordinario olfatto è intriso di rimandi e suggestioni a quel mondo. Il risultato è nuovamente un prodotto ibrido, che ancora una volta risente profondamente delle ossesioni della mangaka. Ancora una volta troviamo un protagonista statico affiancato ad una co-protagonista energica, come in Angel Sanctuary, e ancora una volta troviamo un esperto di un settore insolito che usa la propria abilità per risolvere dei delitti. Non che io disprezzi le storie brevi, ma dopo Angel Sanctuary Kaori Yuki non sembra più in grado di comporre una storia organica o inventare nuovi personaggi e sembra essersi accontentata di produrre divertissment gotici come questo. E il tratto, che comunque rimane tra i miei preferiti, sembra risentire di questa mancanza d'ispirazione: scene simili ad altre già disegnate, carente studio nel look dei personaggi, quasi totale assenza di splash page. Peccato, perché comunque questo "Perfume master" resta il prodotto gradevole di un'autrice di talento, che potrebbe fare decisamente meglio.

(chiedo scusa per la copertina microscopica, ma sul web non si trova altro...)

Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale ottobre 31, 2007 18:26 |
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X-23: Target X

Davvero un acquisto meritevole, questo attesissimo 100% Marvel dedicato a Laura "X-23" Kinney. Craig Kyle e Chris Yost portano avanti una trama piacevole e ben orchestrata su tre livelli: l'interrogatorio di Capitan America alla giovane clone di Logan, il flash-back sul suo passato con la cugina Megan e le ulteriori finestre aperte sulla sua infanzia e sul suo addestramento.
Certo, qualcuno ha osservato che l'idea di creare una versione femminile di Logan può essere considerata debole e non decisamente entusiasmante. Qualcuno ha anche detto che queste storie sanno di già visto e ricalcano un po' quelle del primo Wolverine, un guerriero meno stanco di quello che stiamo vedendo di recente. Personalmente trovo invece stimolante sia il modo in cui il personaggio è stato introdotto che le storie successive attraverso le quali è stato delineato e caratterizzato. Di queste, "Target X" è forse tra le migliori. E non solo per la vivacità di piani narrativi cui accennavo, né solo per i bei disegni di Mike Choi, impreziositi da colori di Sonia Obach che personalmente ho adorato e che mi hanno fatto del tutto dimenticare alcune pecche del tratto (tra cui un Capitan America quasi infante). Nonostante parte della storia non sia nulla che non si sapesse o non si intuisse (la crudeltà dell'addestramento, l'uso del trigger, il background pseudo-familiare), l'intreccio procede bene e mantiene sempre vivo l'interesse anche e soprattutto grazie ad un ritmo non frenetico, che quando è necessario si prende le giuste pause senza cadere nell'errore - fatto da molti autori con Logan - di trasformare una storia in una sequenza ininterrotta di scontri solo per via dell'aggressività del personaggio, rischiando di renderlo monodimensionale. Insomma, una lettura decisamente piacevole anche per chi non sa molto del personaggio o per chi, come me, non ama molto i New X-men sulle cui pagine Laura si sta muovendo da un po' di tempo.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale ottobre 31, 2007 14:37 |
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Novità



Oggi mi è preso un raptus e mi sono fatta qualcosa di folle ai capelli. Erano diventati decisamente troppo comuni.
La nuova ciocca bianca è esattamente al centro della fronte e spessa una o due dita. A me piace molto. Ma con il narcisismo che mi ritrovo non è una novità.
Shelidon ha disegnato bozzetti intimisti
data astrale ottobre 31, 2007 14:14 |
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martedì, 30 ottobre 2007
numero identificativo: 14500679

Salvation (1)

Il leone di carta si lanciò contro il ragazzo e gli squarciò la giugulare: larghe gocce di kajal caddero al suolo e la creatura si sfaldò, con un urlo disumano. Il leone ne fu in qualche modo investito, e si accartocciò. Come una foglia secca o un foglio di carta nel camino.
"Cazzo."
Non era da lei, ma c'era da capirla. Qualunque cosa fatta ai suoi capelli, anche la migliore, era in grado di renderla nervosa per settimane. Figuriamoci quella cosa.
Nel sotterraneo, gli allarmi piangevano a singhiozzo, accendendo e spegnendo luci bianche che rischiaravano a intermittenza il dedalo di corridoi. Con una spranga di metallo, la mutante mise fuori combattimento un ragazzino che si trascinava piagnucolando e si chinò a frugarlo. Nemmeno un'immagine su di sé. Neanche uno straccio di Hello Kitty su una spilla, nemmeno un teschietto sulla maglietta, neanche un fregio vagamente antropomorfo.  "Sono iconoclasti, questi cazzoni."
Si alzò e aprì una porta, sgusciando dentro mentre dei passi si trascinavano nella sua direzione. Appoggiò la schiena al metallo arrugginito e attese. Quegli idioti più che camminare strisciavano. Lamentandosi che la loro vita fosse uno schifo. Con uno scatto, aprì la porta, colpì l'emo alla testa e lo afferrò per un braccio prima che cadesse, trascinandolo nello sgabuzzino e richiudendosi la porta alle spalle. Odiava sporcarsi le mani. Il suo potere era un altro, di solito lasciava alle sue figure monodimensionali il piacere di fare a pezzi quegli idioti con quei fastidiosi e dolorosissimi minuscoli taglietti che solo la carta sa produrre. Ma non c'era nulla che potesse usare. Ogni parete era spoglia, ogni corpo prima di liquefarsi in una cascata di kajal non rivelava che inutili cianfrusaglie. E molte, troppe lamette senza il filo.
"Oh, finalmente qualcosa di utile! - esclamò, frugando in fretta quest'ultimo corpo. Estrasse dalla tasca del soprabito scuro una torcia tascabile, prima che tutto si liquefacesse in quella solita disgustosa poltiglia, e la provò di fronte a sé. E fu allora che li vide. O meglio, li sentì. Piccole mani picchiare contro superfici lisce e fragili. Piccole gole urlare.
La mutante si avvicinò. Aveva chiesto delle immagini, ma questo era semplicemente troppo. Alcune di queste erano facilmente riconoscibli: pagine di manga, fumetti americani, fotografie malamente ritoccate in photoshop, scene da videogiochi giapponesi, illustrazioni. Ma in tutte, qualcosa era sbagliato. Una figura, tra le altre, animata e disegnata in modo diverso, si agitava e picchiava contro la superficie di carta che la separava dall'esterno.
All'improvviso, le parole del Duca Bianco le tornarono alla mente: prese uno dei fogli e lo accartocciò in una mano. Qualcosa opponeva resistenza. Altrove, nei corridoi, si sentì un urlo. Si accesero altri allarmi, dei passi giunsero fino alla porta della piccola stanza.

Quando la porta fu abbattuta, centinaia di comparse da fumetto caddero sul corridoio. La stanza ne era piena, gli orridi emo di guardia ne furono sopraffatti. A centinaia si erano riversate fuori dalle pagine che erano custodite, lasciando soli a sbracciarsi gli omuncoli di cui ormai la mutante aveva decifrato il significato. Ma quell'immane evocazione l'aveva resa debole. Mentre le creature lamentose tentavano di scrollarsi di dosso le aggressive figure di carta, la mutante si arrampicò fino ad una stretta finestra a livello della strada e si trascinò fuori. Inciampò sul pavimento bagnato di Londra e corse fuori dal vicolo, svoltando in una strada trafficata e scontrandosi con tre figure che procedevano a passo sostenuto nella direzione opposta. Santino, la splendida Scarlet e la piccola Sophie. La più bella visione che mai avesse calcato le strade di Londra. "Dio, come sono contenta di vedervi."
Runaway Zombie si lanciò al collo della mutante che padroneggiava le immagini su carta e le mordicchiò affettuosamente il lobo di un orecchio, affondando i denti un po' troppo a fondo a dire la verità.
"Che cosa diavolo hai fatto ai tuoi capelli? - domandò Scarlet, inquisitiva, avanzando di qualche passo verso la mutante e passandole le dita tra i ciuffi impastati di nero che ricadevano sulla fronte.
"Sì, ho bisogno del vostro aiuto. Non sopporterei che il Conte mi vedesse così."
"Già, beh, a proposito di questo... - mormorò Santino. - anche il Conte ha qualche problemino di aspetto, di recente."
La mutante sorrise. "A questo problema penso di aver trovato la risposta. Torniamo a Carfax."

(Continua...)
Shelidon ha disegnato counts mutant chronicles
data astrale ottobre 30, 2007 00:20 |
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domenica, 28 ottobre 2007
numero identificativo: 14474631

La Torre Nera - La nascita del pistolero #3

Terzo e penultimo numero dell'adattamento a fumetti di quelle parti del ciclo di romanzi La Torre Nera di Stephen King che narrano il passato del pistolero.
In questo numero, sesso e azione ma soprattutto il primo: viene rivelato cos'è successo alla fine dello scorso episodio (dettagli riguardo ai quali avrei fatto volentieri a meno e che forse passare sotto silenzio avrebbe giovato alla narrazione), si rivelano tresche, si consumano fattacci e della brutta gente spia.
Devo confessare che, pur mantenendo un giudizio sostanzialmente positivo sugli splendidi disegni di Lee e Isanove, sulla superlativa costruzione delle tavole, sul tono molto western della narrazione fuori campo, sui dialoghi e in generale sullo sviluppo della trama, mi trovo a interrogarmi sulla qualità oggettiva della serie.
Se infatti all'inizio mi sembrava che potesse essere maggiormente fruibile da chi avesse letto i libri, per i riferimenti a personaggi noti, le citazioni e quant'altro, ora confrontandomi con alcuni incalliti lettori di King mi trovo a interrogarmi. Apprendo infatti, come già mi aveva accennato Elderion da qualche parte nei commenti, che la storia è già stata narrata in alcune parti dei libri. Niente narrazione inedita dei retroscena dei personaggi, dunque. Più importante ancora, mi rendo conto io stessa di apprezzare molto di più l'ambientazione che la trama in sé, che sto trovando abbastanza debole. Di questo episodio ho apprezzato il colore sempre più steampunk e fantascientifico, con la presenza di esplosioni e carri armati. Ma alla fine che cosa resta? Mi riservo di dare un giudizio finale alla conclusione della serie, con il prossimo numero. Per ora, rimango dubbiosa e in attesa di conoscere la vostra opinione.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale ottobre 28, 2007 10:50 |
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