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contagiri

# *loading* giri oziosi
mercoledì, 26 marzo 2008
numero identificativo: 16494151

Vampire Knight #4



E' uscito il quarto volume di questo fumetto.
Ed era anche ora, considerato che è più di un anno che lo si aspettava.
Peccato che è passato così tanto tempo che ora dovrò rileggermi i numeri precedenti per sperare di ricordarmi di che cosa parlava.
Il quinto quando esce? Prima o dopo il giorno del Giudizio?
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale marzo 26, 2008 21:24 |
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Wolverine #219

Come è ormai buona tradizione di questo albo, una lettura orribile.

Quod sum eris - Evoluzione #6 (Quod sum eris - Evolution #6, da Wolverine #55 del settembre 2007). E' finita «la lunga e straziante miniserie» di Loeb, come la chiama LucaS nelle note, ed è stata straziante davvero. E nel senso proprio del termine:

part. pres. di straziare
¶ agg. che provoca o esprime un violento dolore fisico o morale: dolore straziante; grida strazianti | un film, una musica straziante, (fig. scherz.) che infastidiscono fortemente; penosi
§ straziantemente avv.

Una cosa raccapricciante. Idee ridicole, prosa ampollosa a caso, stupri multipli dei personaggi, errori di continuity e menefreghismi volontari, nuovi personaggi di cui si faceva veramente ma veramente a meno. Spero rimanga un grande what if, un incubo presto dimenticato dagli altri autori, e spero di riuscire a dimenticarmene presto anch'io.
Bellissimi come sempre i disegni di Bianchi, soprattutto le tavole doppie e a tutta pagina, anche se alle volte il suo gusto per l'illustrazione prende troppo il sopravvento. I suoi disegni rendono comunque questa miniserie qualcosa da leggere. A rovescio. Dopo essersi fatti sbianchettare baloon e didascalie da qualcuno che non sappia l'italiano.

Il canto di morte di J. Patrick Smitty (The Death Song of J. Patrick Smitty, da Wolverine Annual #1 vol.2 del dicembre 2007). Fill-in piuttosto inutile con disegni di Marcelo Frusin affossati da colori atroci, a loro volta conditi da un lettering veramente ma veramente imbarazzante che nel complesso fanno venire voglia di non leggere nulla.
Lode invece a Gino Scatasta, se non altro per aver avvertito l'ignaro fratello della citazione sottesa a tutto l'albo, quella dalla Love Song of J. Alfred Prufrock ha rilasciato di T.S. Eliot (anche se stupisce che Scatasta L abbia avuto bisogno di esserne avvertito, dato che Gregg Hurwitz ha rilasciato dichiarazioni in tutte le salse).
Come il poema procede ripetendo un ritornello di rimpianto per non aver detto e fatto le cose giuste («And would it have been worth it, after all»), l'albo procede ripetendo quel «Ci sarà tempo» e dalla metà in poi prende letteralmente a braccetto Eliot procedendo di pari passo e con lo stesso ritmo, dal «non lo sapevo, non credevo che sarebbe finita così» ("That is not it at all, / That is not what I meant, at all.", nelle parole di Eliot) alla corsa di Smitty per avvertire dell'arrivo di Wolverine («Am an attendant lord, one that will do / To swell a progress, start a scene or two, / Advise the prince; no doubt, an easy tool, / Deferential, glad to be of use»), prendendo un lirismo ed una solennità inaspettati («Mi infilzerò contro il muro? Mi torcerò come uno scarafaggio?» - «Shall I part my hair behind? Do I dare to eat a peach?» e «Ci saranno gli angeli? E canteranno? No, non canteranno per me» - «I have heard the mermaids singing, each to each. / I do not think that they will sing to me»).
Personalmente plaudo sempre ad una citazione letteraria, anche se questa volta forse il risultato è un po' sottotono, giustapposto a forza in alcuni punti, e rischia di far perdere di vista il quadro generale.
Francamente opinabile la scelta di inserire la copertina dell'annual (che porta accreditati Way e Andrews) e non quella della storia.

Non redento #1 (Unredeemed #1, da New Excalibur #13 del gennaio 2007). Mah... Tieri imbastisce una storia piutosto banale, iniziando a mostrarci le paturnie del Fenomeno, e dove la storia è particolarmente debole, ci pensano le dentiere di Calafiore a renderla del tutto odiosa.

Dulcis in fundo, la copertina di Astonishing X-men #23 che non c'entra niente. E una pagina di auto-pubblicità. Al posto della vera copertina dell'annual.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale marzo 26, 2008 17:46 |
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martedì, 25 marzo 2008
numero identificativo: 16478521

S.S.P.L.

Salviamo il Conte da se stesso.



<a href="http://contenebbia.splinder.com/post/16471732/Messer+Aprile+fa+il+rubacuor.." target="_blank"><img src="http://files.splinder.com/d8d87feeb5f88d8ca0d1c14cb6055715.jpeg"></a>  
Shelidon ha disegnato counts mutant chronicles
data astrale marzo 25, 2008 19:22 |
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Il mio nuovo mito

Questa donna è un genio di umorismo macabro e cattiveria.

Shelidon ha disegnato suoni
data astrale marzo 25, 2008 12:07 |
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Sub-Mariner - L'iniziativa

Premetto che non avrei voluto comprarlo.
Un po' per boicottare L'iniziativa, che è un'operazione editoriale inesistente, un chiamare cross-over ciò che dovrebbe essere la norma ovvero storie ambientate tutte nello stesso periodo dell'universo Marvel e che, quando la cosa ha un senso, possono condividere qualche situazione e qualche personaggio.
Un po' perché odio gli albi chiusi nel cellophane, che non si possono sfogliare, e gli orrendi pupazzetti che vi sono inclusi.
Un po' perché titolo e copertina rimandano ad un'epoca e ad un modo di fare fumetto che francamente non rimpiango (c'era quella di Gabriele dell'Otto, santo cielo, perché usare quella di Turner?).
Non avrei voluto comprarlo ma avrei sbagliato, perché questa Rivoluzione di Matt Cherniss e Peter Johnson (lo stesso tandem di Powerless, il what if che mostra alcuni personaggi dell'universo Marvel senza poteri) è veramente una buona storia e Phil Briones non è sicuramente il mio disegnatore preferito ma ci regala delle buone tavole e qualche sfiziosa soluzione di story-telling.

Rivoluzione #1 - #6 (Revolution #1 - #6, da Sub-Mariner v.2 #1 - #6 dell'agosto - dicembre 2007 e gennaio 2008).
La prima nota positiva dell'albo è l'impianto della narrazione. L'alternanza tra il presente di Atlantide distrutta e i giorni precedenti il disastro, che ci mostra un Namor alle prese con la fantastica politica estera americana e uno Stark che ne è espressione sempre più convinta e coerente, porta necessariamente verso le conclusioni sbagliate e verso una serie di colpi di scena più o meno riusciti: le cellule dormienti, la tredicesima cellula, la complicità di Nitro, l'identità del cadavere sul trono, il colpo di stato, il figlio "ritrovato" e, soprattutto, la decisione di Namor con conseguente rivelazione dell'unico alleato.
Ottimo anche il crescendo di isolamento e frustrazione, con Namor che questua sostegno presso i precedenti alleati e si trova di fronte un universo Marvel dopo la Guerra Civile, in cui i gruppi sono sulla difensiva e nessuno è più disposto a fare l'eroe. Lo scontro con Logan (che, lo ricordiamo, è dappertutto) serve a poco e anche le tavole (uno, due e tre, per esempio) non lo giustificano particolarmente: quello con Venom assume già un senso maggiore, e la mutilazione delle alette interne - oltre ad essere un apprezzabile salto di qualità estetico - assume con il senno di poi un significato quasi metaforico che forse avrebbe potuto essere sviluppato meglio. Anche la scena con Sue non è eccezionale e non porta neanche le scarpe all'incontro tra i due in Civil War, ma non sono queste caratterizzazioni il punto di forza dell'albo. Rivoluzione infatti non è una storia corale, ma un assolo e mai avrei pensato che un personaggio come Namor riuscisse a reggerlo tutto così bene: la sua sorpresa per la mancanza di onore degli ex alleati (la sua sorpresa che sarebbe anche la nostra, se Civil War non ci avesse abituato a questi comportamenti), la sua frustrazione per vedersi rifiutare aiuto anche dai più insospettabili, la sua rabbia nei confronti di una politica estera statunitense che viaggia a senso unico, giustificando un proprio attacco ad una nazione straniera ma indignandosi di fronte ad una normalissima operazione di controspionaggio sul proprio territorio, il suo livore nei confronti dei traditori, ma anche la sua estrema lucidità e prontezza di decisione nel momento del bisogno, che restituiscono dignità ad un personaggio troppo spesso ridotto ad un buzzurro in costume da bagno.
Le ultime pagine, rapide, efficienti e drastiche come la decisione di Namor, e sono davvero curiosa di vedere gli sviluppi futuri di questa decisione: l'intero popolo di Atlantide infiltrato nel mondo di superficie e l'esercito ospitato da un padrone di casa d'eccezione. Come ha scritto qualcuno, se periodicamente Namor non si mette contro il mondo di superficie ci si lamenta che si è imborghesito: è sicuramente vero, e probabilmente anche questo mutamento sarà una delle solite rivoluzioni che non durano, ma ne potrebbe nascere qualcosa di veramente buono se si avrà il coraggio di andare fino in fondo.


Quiz:
tra atlantidei e skrull, a quanto ammonta attualmente la percentuale di infiltrati sotto copertura nella popolazione mondiale?

Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale marzo 25, 2008 10:50 |
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