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# *loading* giri oziosi
giovedì, 23 ottobre 2008
numero identificativo: 18819424

Per Oloreheri

Sto facendo il trasloco e sto annegando negli scatoloni quindi lo so che dovrei parlare di X-men Deluxe e dell'ultimo Wolverine, che ho già pure letto, ma in questo momento non li trovo. Portate pazienza.

In compenso, posso continuare subito questo discorso con Oloreheri.

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Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale ottobre 23, 2008 22:43 |
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martedì, 21 ottobre 2008
numero identificativo: 18788635

Microchip, arsenico e vecchi merletti


Parlando di serie televisive e, in particolare, di seconde stagioni, molti sono i ritorni quest'anno. In primis Chuck. Ricordate? Il nerd nel cui cervello veniva scaricato l'intero database congiunto di CIA e NSA. Ebbene è tornato, con il cast al completo: Zachary Levi nei panni dell'imbranato (ma sempre più spigliato... o quasi) Chuck ormai alle prese con l'annoso dilemma "voglio che mi tolgano l'intersect dalla testa oppure no?"; la bionda Yvonne Strack... Strah... questa bionda nei panni dell'agente Walker della CIA; l'impagabile Adam Baldwin nei panni del legnosissimo agente Casey dell'NSA (o era il legnosissimo Adam Baldwin nei panni dell'impagabile agente? non ricordo); Joshua Gomez nei panni del Kevinsmithiano amico di Chuck. E, naturalmente, il per nulla disprezzabile Matthew Bomer che così apriva la prima stagione.
In questa seconda stagione, il motivo principale sembra essere il recupero dei pezzi per costruire un nuovo intersect e poter smettere di affidare la sicurezza nazionale a Chuck, il che è un pensiero rassicurante un po' per tutti. Meno rassicurante è che, a insaputa di tutti, Casey è stato incaricato di liberarsi di Chuck come lui fa meglio una volta che il nuovo computer sia stato ricostruito. Per il momento, comunque, il problema non sembra porsi, tra agenti del Fulcrum (l'organizzazione fuoriuscita dalla CIA che trama per impossessarsi dell'intersect), provvidenziali inciodenti e Bryce Larkin che veglia da lontano sull'amico (e questo sì che nohn è un pensiero rassicurante).



Ma Chuck non è il solo gradito ritorno di una serie decisamente folle e sopra le righe. E' tornata anche La serie folle per eccellenza. Il magico mondo di Amelie incontra Six Feet Under nella persona di Ned, the pie-maker, l'uomo che riporta in vita i morti con un tocco e con un altro tocco li rimanda a dormire (a meno di accettare che, per lasciarli in vita, muoia qualcos'altro di peso equivalente nel raggio di cento metri). Ambientazione zuccherosa, tematiche macabre e improbabili personaggi popolano il mondo di Ned, dove due sorelle ex dive del nuoto sincronizzato vivono in casa tutto il giorno nutrendosi di torte drogate con gocce omeopatiche dalla nipote riportata indietro dalla morte senza che loro lo sappiano, dove un cinico (ma naturalmente non così cinico) investigatore privato vive sfruttando la dote di Ned oltre che lavorando a maglia e costruendo deliziosi libri pop-up, dove la gente uccide per prodotti cosmetici a base di miele o per tartufi bianchi italiani, e dove torbidi segreti si annidano sotto la glassa al cioccolato.
Notevole e consigliatissimo.



Ultimo ma non ultimo, torna l'avvocato che vede George Michael. Ormai convinto di essere un profeta che riceve le sue visioni dall'alto (o forse no?), Eli Stone è altrettanto convinto che non sia una buona idea vivere con un aneurisma al cervello (o forse no?) e alla fine della prima stagione si era fatto operare. Risultato, niente più visioni. E questo è positivo? La sua analista, una Sigourney Weaver special guest, non la pensa così e ritiene che l'avvocato avverta dentro di sé un incolmabile vuoto. Ma è proprio così? Tempo di scoprirlo quando il fratello di Eli ha una visione, il suo datore di lavoro ed ex-quasi-suocero rimane intrappolato nel crollo di una banca e la sua analista si rivela essere non così reale e non così analista. Dopo qualche timore di assistere alla cazzata sceneggiativa del secolo, Eli Stone si riprende bene e promette molto bene. Come le altre due serie, del resto.



Mi congedo segnalandovi la rubrica di Damiani, molto più tempestivo ed approfondito di me quando si tratta di serie televisive. Enjoy.
Shelidon ha disegnato su celluloide
data astrale ottobre 21, 2008 10:35 |
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sabato, 18 ottobre 2008
numero identificativo: 18763315

Signore e signori, un genio

Ieri siamo andati al concerto di Amanda Palmer. Niente di che, se date retta a me, tranne un'unica canzone che non mi è dispiaciuta ma che tanto era schifosamente in playback.
In compenso, ho scoperto il più grande supporter di tutti i tempi. Un assoluto genio che, dopo il primo momento di sgomento, ci ha regalato splendidi momenti di commozione collettiva (vedere video qua sotto, anche se balla parecchio è quello che rende meglio l'atmosfera di tutte le registrazioni trovate su youtube). Musicalmente una sorta di Kusturica invasato, fisicamente un Glorfindel dei poveri, ma nello spirito un autentico cotton (ma anche un po' bolgero, via). Chapeau.

Edit. Tra parentesi, giurerei che al concerto ci fosse Niniel.

Shelidon ha disegnato suoni
data astrale ottobre 18, 2008 19:29 |
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martedì, 14 ottobre 2008
numero identificativo: 18720265

House of M - Avengers



House of M - Avengers
(id., storia in cinque parti da House of M Avengers #1 - #5 del gennaio - aprile 2008).

La prima domanda che ci si pone di fronte a questo albo è perché. Perché mettersi a scrivere solo ora storie relative a House of M quando, a suo tempo, il cross-over è stato schiacciato tra un evento Marvel e l'altro, per nulla sfruttato in tutte le sue potenzialità? Già, perché in patria - come giustamente dice LucaS nelle note - House of M non è un'iniziativa isolata ma si inserisce all'interno di un progetto più vasto che narra varie parti rimaste in ombra nell'universo che vede Magneto al potere. Si lega infatti a House of M: Civil War, in cui gli stessi autori narrano di come Magneto salì al potere. E poi che altro? Inizieremo a scrivere storie ambientate ai tempi della Rinascita degli Eroi? O forse questo revival di House of M è legato a qualcos'altro di cui non siamo a conoscenza? Chi lo sa.

La seconda domanda che ci si pone di fronte a questo albo è perché. Perché, considerato che in Italia gli Avengers si chiamano, si sono sempre chiamati e sembra continueranno a chiamarsi ancora per un po' I vendicatori, non contagiati dallo stesso morbo che ha colpito l'Uomo Ragn... ops, volevo dire Spiderman... considerato dicevo che il loro nome non è stato tradotto, perché lasciare il lettering originale nel frontespizio italiano? Pigrizia? Distrazione? Ingestibilità (ma quando mai) delle scritte che compaiono nell'albo? Intenzione di trasformare presto anche i Potenti Vendicatori nei Mighty Avengers? Chissà... A questa domanda LucaS nelle note non risponde. Ne aggiunge però di altre, sempre parlando di traduzioni. «Fino a l'altro ieri, e quindi anche su House of M, avevo sempre tradotto letteralmente lo "Sweet Christmas" di Luke Cage con "Dolce Natale". Proprio in queste pagine, credo per la prima volta, si rivela che l'imprecazione deriva invece da "Christ": per mantenere il gioco di parole sono quindi ricorso a "Cristofoto Colombo"». E si rivela a chi esattamente? A parte questo, che grande stupefacente rivelazione! Chi se lo aspettava che Christmas derivasse da Christ? Meglio tardi che mai. Ma quest'uomo ogni tanto delira.

E veniamo alla storia.
La prima tavola di Mike Perkins è una splendida introduzione all'ambientazione: è sempre bello trovare in una pagina sola ironia, citazioni fumettistiche e citazioni non fumettistiche. Che dire della donna con quattro seni che piacerebbe tanto al mio amico Damiani? O del lovecraftiano poliziotto tentacolato? O della seminascosta donnina con interessanti prospettive per il futuro? Come se i mutanti per le strade non fossero sufficienti a indicare la posizione dei mutanti nella società, ci pensano i cartelloni pubblicitari a ribadire il concetto: dal pacchianissimo (ma divertente) Kree Wars: Skrull strike back alla locandina di Dazzler che altro non è se non la copertina del suo primo fumetto, dalla locandina di Apocalypse Now con En Sabah Nur alla pubblicità delle Stark Industries, dal logo Martin come Virgin al The Genosha Syndrome come The China Syndrome, fino alla strizzata d'occhio di Jack O' Diamonds rilevata anche da LucaS nelle note.
Un perfetto ritratto del mondo in cui ci troviamo, quindi. Ma in che mondo ci troviamo? In un mondo in cui Magneto ha sconfitto le Sentinelle a Genosha e i mutanti hanno occupato le posizioni di spicco della società lasciando i sapiens all'emarginazione e all'oppressione. In questo scenario si muove Luke Cage: potenziato da una sorta di siero del super soldato sperimentato su di lui mentre si trovava in carcere, il sapiens indistruttibile diventa leader e simbolo dei non mutanti che lottano contro l'oppressione e fonda una versione tutta sua dei Vendicatori. Questo albo è la loro storia, tra infiltrazioni e tradimenti, lutti e rinascite, vecchie conoscenze che fanno quello che erano solite fare e vecchie conoscenze che fanno cose un po' diverse.
Nel complesso un albo che merita? Tendenzialmente sì, soprattutto per via del formato che attualmente è tra i migliori in possesso della Marvel Italia per rapporto qualità/prezzo (certo, le copertine ormai possiamo sperare di vederle solo nei 100%, ma questa è una causa persa). Di contro, non è nulla di talmente ecclatante da aver dovuto aspettare tutti questi mesi per leggerla. Fate vobis.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale ottobre 14, 2008 21:21 |
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sabato, 11 ottobre 2008
numero identificativo: 18682927

Piena di ammirazione per Caparezza

Nonché piena di una sorta di angoscia ancestrale. Perché il nuovo album di Caparezza è un bel ritrattino dell'Italia, la sua musica pouò piacere o non piacere (e personalmente non ci impazzisco), ma all'infilata delle tracce di Le dimensioni del mio caos non si può restare indifferenti, specie se come me si inizia ad avere l'horror vacui a vivere in Italia.
Tanto per cominciare, Le dimensioni del mio caos è un album che racconta una storia come il migliore De André, una storia folle tra operai che vanno a ballare in cantiere (con l'accezione di ballare che vi lascio scoprire), massoni con l'hobby (ops, la lobby) dell'edilizia, un uomo di mezza età con la sua metà che ne ha meno della sua metà, acqua privata (talmente privata che l'hanno privata ai condomini), cacca nello spazio (meglio così, staremo più larghi: extraterrestri, state attenti, è in arrivo, voi siete artisti, fate i cerchi nel grano, noi mandiamo...), novelli Ulisse che ascoltano fascinose blogger arrabbiate e, naturalmente, Luigi delle Bicocche. Una storia folle. Ed è la nostra storia. Godetevi la dimensione del nostro caos.

Shelidon ha disegnato suoni
data astrale ottobre 11, 2008 11:57 |
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