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contagiri

# *loading* giri oziosi
sabato, 30 maggio 2009
numero identificativo: 20655115

Why should I be worried?



<ululati furiosi nella notte provenienti dal giardino dietro casa>
io: wow, your dog sounds upset...
lui: oh, it's not our dog, don't worry. It's just the jackals.

Shelidon ha disegnato bozzetti intimisti, in terra sconsacrata
data astrale maggio 30, 2009 18:08 |
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giovedì, 28 maggio 2009
numero identificativo: 20639711

X-men origins: Wolverine

Come alcuni di voi sapranno, qualche tempo prima dell'uscita ufficiale del film è girata, su internet, una versione preliminare, senza molti effetti speciali ed alcuni effetti sonori. E' stata definita una gigantesca beffa, in molti si sono indignati, in generale la manovra è stata considerata a discapito del film dato che, diffondendone una versione incompleta, si attirava una grande quantità di ingiuste critiche e premature diffidenze. Ora, dopo aver visto il film nella versione completa e anche in questa versione preliminare, temo proprio di dover dire una cosa spiacevole a riguardo: dovrebbero proiettare la versione incompleta.
E badate bene che non dico ciò perché gli ultimi ritocchi (e, in certi punti, ci vuol coraggio a chiamarli ritocchi) siano fatti male o rovinino la pellicola. Tutt'altro. Il punto però è che la cosa più interessante della versione pirata è proprio poter vedere come vengono sviluppati alcuni effetti ed alcune scene che comunemente riteniamo piuttosto normali.
Quale sia la cosa più interessante del film nella sua versione definitiva, invece, è assai difficile a dirsi.
Innanzitutto sgombriamo il campo dagli equivoci. X-men origins: Wolverine ha poco a che vedere con Wolverine: Origin, il fumetto di qualche anno fa in cui Jenkins ci narrava l'infanzia di Logan e il manifestarsi della sua mutazione, oltre che l'origine della sua nemesi con Sabretooth. Quel poco è riassumibile in cinque inesplicabili minuti iniziali, con un James (Logan) malaticcio, un giardiniere che non si sa essere il giardiniere che uccide il marito dell'amante che non si sa essere l'amante ed un "Luke io sono tuo padre" di dubbio gusto e incerta utilità. E' sul rapporto tra i due fratelli, Logan e Victor, che il film si concentra, facendo un sano reboot rispetto a quello che era il personaggio di Sabretooth del primo film. Ma è proprio questo il punto: con che cosa ci troviamo, rispetto al grosso e stupido bestione biondo del primo film? Un grosso e stupido bestione castano. I bambini dei primi cinque minuti sono inguardabili, e la sequenza di apertura con le scene di guerra fa ben sperare, ma la prima volta che Victor apre bocca... mamma mia. Forse (e sottolineo, forse) il film avrebbe potuto reggere meglio con un Victor più drammatico ed espressivo, ma forse nemmeno quello sarebbe bastato. Perché il film è un film vuoto, che cerca di narrarci del progetto Arma X con doppi e tripli colpi di scena che nella migliore delle ipotesi lasciano piuttosto freddi e nella peggiore delle ipotesi risultano incomprensibili al profano. Un film che infila Gambit solo per qualche scena d'azione, e poco importa che si tratti di un ottimo Gambit e di scene decisamente spettacolari. Un film che infila a caso Scott ed Emma così, per strizzare l'occhio non si sa a chi e invogliare le vendite sa dio di cosa. Un film che si perde più e più volte dietro ad un filo di pensieri tutti suoi e che, a tratti, pensieri pare proprio non averne. Deludente, per voler essere gentili.
Shelidon ha disegnato su celluloide, palloni di china
data astrale maggio 28, 2009 13:02 |
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mercoledì, 27 maggio 2009
numero identificativo: 20635985

Operazione guardaroba

Il brutto di partire con vestiti per una settimana e dover rimanere il triplo è che devi comprare altri vestiti.
In compenso ora sono molto mediorientale.
Pure troppo.

Shelidon ha disegnato costumi, bozzetti intimisti
data astrale maggio 27, 2009 21:14 |
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martedì, 26 maggio 2009
numero identificativo: 20628562

Ho scordato di avvertirvi

La buona notizia è che, forse, finalmente, lo stiamo aprendo.
La cattiva notizia è che sono in Israele dal 25 maggio al 10 giugno.
Comportatevi bene.

Shelidon ha disegnato castelli in aria, bozzetti intimisti, in terra sconsacrata
data astrale maggio 26, 2009 21:30 |
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sabato, 23 maggio 2009
numero identificativo: 20604763

Captain Britain and the MI-13 chiude

La notizia qui. E tra fan e detrattori si scatena la guerra santa. E io mi trovo a riflettere, anche perché la serie di Wisdom mi era molto piaciuta e MI-13 promette bene. Ma soprattutto perché le reazioni dei detrattori italiani mi hanno lasciata parecchio perplessa.

Innanzitutto, l'esultanza di fronte alla cancellazione di un progetto è una cosa che mi fa sempre morire dal ridere (vedere il forum che frequento, su cui trovate un intervento simile a questo). E sono stata io la prima a gioire di fronte alla cessata pubblicazione di X-men First Class, ma è proprio questo il punto. Da una parte abbiamo l'esultanza per il non vedere più sulle testate italiane un prodotto ritenuto immeritevole e per cui si è costretti a pagare comunque, essendo inserito in un carnet di altre storie. Dall'altra abbiamo l'esultanza per la morte di un'idea, per il fatto che cose partorite dall'ingegno umano, destinate a essere messe su carta e poi corredate da disegni, rimarranno per sempre ignote ai posteri, rinchiuse nella mente di chi le stava imbastendo. Un'idea che non vedrà mai la luce dovrebbe far mettere a lutto, indipendentemente da tutto, perché come si potrà mai criticarla, se non è possibile leggerla?
E ovviamente la cosa ci porta dritti dritti al punto due. Com'è possibile criticare una serie di cui si sono letti solo due numeri? Intendiamoci, in alcuni casi bastano anche due pagine per rendersi conto delle caratteristiche di una serie, e quelle caratteristiche possono essere sufficienti a stroncarla, quindi vediamo un po' quali possono essere le caratteristiche emerse dai primi due numeri di MI-13.
Beh, innanzitutto - come già è stato detto - è una serie di stampo inglese e, come sa chi si intende di serie tv, c'è una differenza abissale tra l'impostazione inglese e quella americana. Badate che non mi sto ancora riferendo all'ambientazione: parlo proprio dell'impostazione. Prendete ad esempio Life on Mars, o Torchwood (lasciando perdere che gli attori sono incapaci), entrambe serie britanniche più o meno investigative con ben più di una punta di fantascienza. Anche un bambino si accorgerebbe che non sentono il bisogno di spiegare ossessivamente qualunque cosa, anche nel caso di riferimenti culturali e citazioni tradizionalmente lontani da quelli del pubblico cui si rivolgono. La serie americana al contrario, anche nel caso di ottime serie dense di citazioni e riferimenti come X-Factor (o Chuck, per restare in campo televisivo), tende a puntare sul sicuro, discostandosi di rado da ciò che il lettore (o lo spettatore) quasi sicuramente conosce. Serie come Wisdom o MI-13, al contrario, costringono a informarsi, a documentarsi, a porsi delle domande e - addirittura - a fare ricerca. Mi rendo conto che ad alcuni tutto ciò appesantisca il cervello, ma fermiamoci a pensare se questa particolarità possa davvero essere ritenuta un limite. Mi viene in mente solo un caso, ovvero quello in cui il gusto per la citazione travalica la capacità di raccontare una storia, ma non è proprio questo il caso di Cornell. Avrebbe forse tolto pathos alla storia di Maureen il non sapere che i mostri provenivano dalla Guerra dei Mondi? O qualcuno si sarebbe forse sentito defraudato del senso della storia non sapendo che le varie versioni di Jack lo Squartatore corrispondevano ad altrettante teorie sulla sua identità? Ma non credo proprio. Quindi mi viene da domandarmi: non sarà un insoluto senso di inferiorità di fronte alla citazione che porta a scagliarsi tanto vioentemente contro la serie? Nella voce dei detrattori c'è dell'astio che ha del personale: nemmeno Lupoi parlando di Deadpool si accalora tanto.
Vogliamo invece parlare dell'ambientazione? Trovo inquietante il fatto che MI-13 disturbi il lettore italiano perché si svolge in Inghilterra: proprio il lettore italiano dovrebbe essere disturbato che storie dall'eco globale abbiano personaggi esclusivamente statunitensi e che le ambientazioni estere siano sempre gestite come semplici trasferte popolate da informi e pittoresche popolazioni locali nemmeno si trattasse di pianeti della Guida Galattica per Autostoppisti. Gli americani sono convinti di essere l'unica nazione interessante al mondo, ma non sarà che alla fine ne hanno convinto anche noi?
Comprimari, dicevo. Qualcuno ha criticato la qualità dei comprimari, e voglio sperare si stesse riferendo a Wisdom (dato che, come si diceva, di MI-13 in Italia abbiamo letto fino ad ora solo due storie). Chi dovrebbe essere il problema? Tink, la fata punk figlia di Oberon e molto meno ribelle ai giochi politici di quanto potesse apparire? O forse John lo Skrull, classica spalla comica che poi tanto spalla non è, il cui umorismo non scivola mai nelle banalità che solitamente vengono messe in bocca all'uomo ragno, e che riesce a mostrarci l'assurdità di Secret Invasion pur inserendosi perfettamente nel tie in? Troppo metafumettistico per i vostri gusti? Va bene, parliamo di un Wisdom caratterizzato almeno quanto Madrox, nella metà dei numeri e quasi senza l'uso di monologhi interiori. No, i personaggi possono non piacere o non piacere, come può piacere o non piacere l'umorismo di Cornell, ma non si può né negare che siano caratterizzati né negare che di umorismo si tratti. Certo, magari non è possibile apprezzarlo con il cervello pesante per tutte quelle citazioni, ma riconoscerlo dovrebbe essere sufficiente. Così come dovrebbe essere sufficiente riconoscere la qualità oggettiva di un prodotto, pur potendo ammettere di non gradirlo. E badate bene che, dopo tanti grossi giudizi sparati trinceandosi poi dietro il "è una mia opinione", non sto esprimendo una mia opinione: ho analizzato in modo oggettivo le caratteristiche della serie. Sono caratteristiche che mi piacciono tutte, in blocco. Ora confutatemi. Se ci riuscite.
Shelidon ha disegnato palloni di china
data astrale maggio 23, 2009 12:30 |
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