Il conte si stava sciacquando le mani in una bacinella colma di sangue di vergine e latte detergente dopo i vani tentativi di Matta di calmarlo. La vasca era ancora piena di latte d'asina e per Carfax risuonavano le note di un tango, che mi ricordò la Dark Lady della Milonga e mi causò un moto di malinconia. Il senso di mancanza di accentuò quando il mio occhio cadde sul paravento d'ebano e carta pergamena, su cui era dipinto a pennellate nere un coniglio mannaro che divorava una vergine. Scacciai i cattivi pensieri con un moto del capo e bussai con le nocche della mano sul bordo della vasca.
Il Conte sobbalzò e quasi versò il contenuto della bacinella. "Ehi! Io... Ma... Da dove sei entrata? - domandò, facendosi sospettoso. Aveva immaginato che la vasca fosse usata da Matta ed era certo che la superficie candida del latte fosse perfettamente liscia al suo ingresso nel bagno.
Emersi nel mio completo di pelle nera e scossi le goccce di latte dalla superficie liscia con una secca raddrizzata della schiena. "Non funziona sempre benissimo. - dissi, appoggiando di lato il flusso canalizzatore da polso. - A parte il fastidio di dover correre fino alle ottanta miglia orarie perché si attivi, intendo."
Il conte scosse la testa, confuso, e rinunciò a capire. "Abbiamo una bella gatta da pelare, mia adorata. - iniziò.
"La Bentley è nel garage, una nuova partita di candele nello sgabuzzino, il té sul fuoco, due manuali sulla traduzione degli haiku in libreria. - sorrisi.
"Santino, Scarlet e Sophie sono via?"
Annuii. "Sono stata a Londra, ma Vi ho mancato. In compenso ho trovato qualcosa di interessante..."
La porta del bagno si richiuse alle nostre spalle.
Shiruetto ya kage ga kakumei o miteiru, mo tengoku no giyu no kaidan wa nai