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contagiri

# *loading* giri oziosi
martedì, 25 marzo 2008
numero identificativo: 16478521

S.S.P.L.

Salviamo il Conte da se stesso.



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Shelidon ha disegnato counts mutant chronicles
data astrale marzo 25, 2008 19:22 |
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mercoledì, 30 gennaio 2008
numero identificativo: 15732292

Vota il Conte

Vota il Conte
La campagna elettorale è iniziata.
Shelidon ha disegnato counts mutant chronicles
data astrale gennaio 30, 2008 14:49 |
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martedì, 30 ottobre 2007
numero identificativo: 14500679

Salvation (1)

Il leone di carta si lanciò contro il ragazzo e gli squarciò la giugulare: larghe gocce di kajal caddero al suolo e la creatura si sfaldò, con un urlo disumano. Il leone ne fu in qualche modo investito, e si accartocciò. Come una foglia secca o un foglio di carta nel camino.
"Cazzo."
Non era da lei, ma c'era da capirla. Qualunque cosa fatta ai suoi capelli, anche la migliore, era in grado di renderla nervosa per settimane. Figuriamoci quella cosa.
Nel sotterraneo, gli allarmi piangevano a singhiozzo, accendendo e spegnendo luci bianche che rischiaravano a intermittenza il dedalo di corridoi. Con una spranga di metallo, la mutante mise fuori combattimento un ragazzino che si trascinava piagnucolando e si chinò a frugarlo. Nemmeno un'immagine su di sé. Neanche uno straccio di Hello Kitty su una spilla, nemmeno un teschietto sulla maglietta, neanche un fregio vagamente antropomorfo.  "Sono iconoclasti, questi cazzoni."
Si alzò e aprì una porta, sgusciando dentro mentre dei passi si trascinavano nella sua direzione. Appoggiò la schiena al metallo arrugginito e attese. Quegli idioti più che camminare strisciavano. Lamentandosi che la loro vita fosse uno schifo. Con uno scatto, aprì la porta, colpì l'emo alla testa e lo afferrò per un braccio prima che cadesse, trascinandolo nello sgabuzzino e richiudendosi la porta alle spalle. Odiava sporcarsi le mani. Il suo potere era un altro, di solito lasciava alle sue figure monodimensionali il piacere di fare a pezzi quegli idioti con quei fastidiosi e dolorosissimi minuscoli taglietti che solo la carta sa produrre. Ma non c'era nulla che potesse usare. Ogni parete era spoglia, ogni corpo prima di liquefarsi in una cascata di kajal non rivelava che inutili cianfrusaglie. E molte, troppe lamette senza il filo.
"Oh, finalmente qualcosa di utile! - esclamò, frugando in fretta quest'ultimo corpo. Estrasse dalla tasca del soprabito scuro una torcia tascabile, prima che tutto si liquefacesse in quella solita disgustosa poltiglia, e la provò di fronte a sé. E fu allora che li vide. O meglio, li sentì. Piccole mani picchiare contro superfici lisce e fragili. Piccole gole urlare.
La mutante si avvicinò. Aveva chiesto delle immagini, ma questo era semplicemente troppo. Alcune di queste erano facilmente riconoscibli: pagine di manga, fumetti americani, fotografie malamente ritoccate in photoshop, scene da videogiochi giapponesi, illustrazioni. Ma in tutte, qualcosa era sbagliato. Una figura, tra le altre, animata e disegnata in modo diverso, si agitava e picchiava contro la superficie di carta che la separava dall'esterno.
All'improvviso, le parole del Duca Bianco le tornarono alla mente: prese uno dei fogli e lo accartocciò in una mano. Qualcosa opponeva resistenza. Altrove, nei corridoi, si sentì un urlo. Si accesero altri allarmi, dei passi giunsero fino alla porta della piccola stanza.

Quando la porta fu abbattuta, centinaia di comparse da fumetto caddero sul corridoio. La stanza ne era piena, gli orridi emo di guardia ne furono sopraffatti. A centinaia si erano riversate fuori dalle pagine che erano custodite, lasciando soli a sbracciarsi gli omuncoli di cui ormai la mutante aveva decifrato il significato. Ma quell'immane evocazione l'aveva resa debole. Mentre le creature lamentose tentavano di scrollarsi di dosso le aggressive figure di carta, la mutante si arrampicò fino ad una stretta finestra a livello della strada e si trascinò fuori. Inciampò sul pavimento bagnato di Londra e corse fuori dal vicolo, svoltando in una strada trafficata e scontrandosi con tre figure che procedevano a passo sostenuto nella direzione opposta. Santino, la splendida Scarlet e la piccola Sophie. La più bella visione che mai avesse calcato le strade di Londra. "Dio, come sono contenta di vedervi."
Runaway Zombie si lanciò al collo della mutante che padroneggiava le immagini su carta e le mordicchiò affettuosamente il lobo di un orecchio, affondando i denti un po' troppo a fondo a dire la verità.
"Che cosa diavolo hai fatto ai tuoi capelli? - domandò Scarlet, inquisitiva, avanzando di qualche passo verso la mutante e passandole le dita tra i ciuffi impastati di nero che ricadevano sulla fronte.
"Sì, ho bisogno del vostro aiuto. Non sopporterei che il Conte mi vedesse così."
"Già, beh, a proposito di questo... - mormorò Santino. - anche il Conte ha qualche problemino di aspetto, di recente."
La mutante sorrise. "A questo problema penso di aver trovato la risposta. Torniamo a Carfax."

(Continua...)
Shelidon ha disegnato counts mutant chronicles
data astrale ottobre 30, 2007 00:20 |
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sabato, 20 ottobre 2007
numero identificativo: 14363193

Il ritorno della mutante



Il sotterraneo londinese era buio e umido come nei migliori cliché, e una plafoniera fulminata mandava lampi di luce fredda e scintille sul pavimento sporco della cella, cosparso di resti animali. Nelle braccia pallide, incatenate al soffitto, due lamette penetravano delicatamente nella carne attraverso la pelle candida, come nel mascarpone, e due sottili ma costanti strisce di sangue scendevano lungo i gomiti andando ad allargare la pozza scarlatta sul pavimento. I bei riccioli biondi le erano stati tagliati a caschetto e stirati con la piastra, premuti contro il viso e tinti di nero: attorno all'unico occhio visibile, una banda di kajal.
L'aria risuonava di strazianti lamenti e mormorii, di passi strascicati e del sottile stridio di lamette sulla pelle, dello sfrigolio di capelli ricci in centinaia di piastre, del ribollire di calderoni in cui venivano mescolate tintura nera, kajal e ceralacca, piccoli suoni su cui si imposero il cigolio della porta e lo strascichio di svogliati passi. "La mia vita è uno schifo! - gemette il carceriere, recando tra le mani un vassoio con una tazza di latte e cereali ed un'orrida merendina al caramello - Nessuno mi capisce, questo posto mi si stringe al collo come un cappio e non posso che urlare. Il dolore è l'unica cosa che mi fa sentire bene, voglio che tutto il mondo veda le lamette che urlano nella mia carne e..."
La mutante alzò svogliata la testa, gettando uno sguardo all'emo dall'occhio libero. Era uguale a tutti quelli che le avevano portato quell'orrida merenda che chiamavano pasto durante i giorni di prigionia, e il suo disco era simile a quello di tutti i suoi predecessori. La sua mente ancora reggeva a quello stillicidio, ma non sapeva ancora per quanto sarebbe riuscita ad opporsi. Si isolò dall'ambiente e iniziò a riempirsi la mente con la sua barriera. "Queste ninfe ed altre genti sono allegre tuttavia.Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Questi lieti satiretti, delle ninfe innamorati, per caverne e per boschetti han lor posto cento agguati..."
L'orrenda trasformazione del Conte, le ultime avventure di Santino, Scarlet e Runaway Zombie: tutto le era ignoto.
Mentre praticava i suoi esercizi mentali, lo sguardo cadde distrattamente sul vassoio.
Qualcosa di diverso.
Avevano cambiato marca dela merendina.
Con uno scatto del collo, la testa si raddrizzò e lo sguardo si accese.

Un urlo.

Silenzio.

Lentamente la mutante si alzò e gettò a terra le catene, strappando le lamette dalla carne. Tolse i capelli dagli occhi e li strofinò tra le mani, rimuovendo in parte l'orrida tintura nera e tirandoli all'indietro, in attesa di ripristinare l'abituale chioma. Si chinò e scostò con una mano la grande testa del felino, togliendo dall'emo due brani di stoffa prima di lasciare che la fiera monodimensionale continuasse a pascersi delle sue carni. Si fasciò le ferite con due giri stretti di tela e li annodò insieme dietro la schiena, prima di accarezzare la criniera di carta del leone. "Andiamo a fare un vero pasto."

(Continua...)
Shelidon ha disegnato counts mutant chronicles
data astrale ottobre 20, 2007 11:06 |
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lunedì, 17 settembre 2007
numero identificativo: 13880468

Ritorno a Carfax


Tess Under Water by ~Miyou007 on deviantART

Il conte si stava sciacquando le mani in una bacinella colma di sangue di vergine e latte detergente dopo i vani tentativi di Matta di calmarlo. La vasca era ancora piena di latte d'asina e per Carfax risuonavano le note di un tango, che mi ricordò la Dark Lady della Milonga e mi causò un moto di malinconia. Il senso di mancanza di accentuò quando il mio occhio cadde sul paravento d'ebano e carta pergamena, su cui era dipinto a pennellate nere un coniglio mannaro che divorava una vergine. Scacciai i cattivi pensieri con un moto del capo e bussai con le nocche della mano sul bordo della vasca.
Il Conte sobbalzò e quasi versò il contenuto della bacinella. "Ehi! Io... Ma... Da dove sei entrata? - domandò, facendosi sospettoso. Aveva immaginato che la vasca fosse usata da Matta ed era certo che la superficie candida del latte fosse perfettamente liscia al suo ingresso nel bagno.
Emersi nel mio completo di pelle nera e scossi le goccce di latte dalla superficie liscia con una secca raddrizzata della schiena. "Non funziona sempre benissimo. - dissi, appoggiando di lato il flusso canalizzatore da polso. - A parte il fastidio di dover correre fino alle ottanta miglia orarie perché si attivi, intendo."
Il conte scosse la testa, confuso, e rinunciò a capire. "Abbiamo una bella gatta da pelare, mia adorata. - iniziò.
"La Bentley è nel garage, una nuova partita di candele nello sgabuzzino, il té sul fuoco, due manuali sulla traduzione degli haiku in libreria. - sorrisi.
"Santino, Scarlet e Sophie sono via?"
Annuii. "Sono stata a Londra, ma Vi ho mancato. In compenso ho trovato qualcosa di interessante..."
La porta del bagno si richiuse alle nostre spalle.

Shiruetto ya kage ga kakumei o miteiru, mo tengoku no giyu no kaidan wa nai
Shelidon ha disegnato counts mutant chronicles
data astrale settembre 17, 2007 12:58 |
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